Altre apparecchiature

Lo Studio Premadent è dotato di strumentazione medicale tecnologicamente avanzata per la pratica odontoiatrica.

 

  • Apribocca [video tutorial]

    Obiettivi

    L’uso dell’apribocca è finalizzato a compiere il controllo da remoto, per permettere di ottenere una documentazione clinica associata a documentazione intraorale dei pazienti da casa. Ciò ci consente di:

    – controllare la presenza di problemi determinati dai dispositivi ( lesioni gengivali, distacco di brackets etc)
    – monitorare l’andamento della terapia e lo spostamento dentale
    – verificare: il corretto utilizzo di elastici , gli effetti dei dispositivi ausiliari e il mantenimento di una corretta igiene orale

    Questo è possibile “confrontando” i dati rilevati da casa con la documentazione ottenuta in studio e archiviata nella cartella del paziente.
    L’operatore sanitario valuta la situazione e quindi definisce il successivo appuntamento di controllo o di attivazione della apparecchiatura.
    In cartella vengono registrate le considerazioni del clinico, e se possibile la registrazione (screen shot) dei dati da casa.

    Come inserire l’apribocca

    1. Inumidire le labbra con burro cacao o vaselina
    2. Aprire la confezione di OptraGate, estrarre il dispositivo e bagnare sotto acqua corrente
    3. Premere l’anello più spesso con dito pollice e indice nella sua parte centrale, mantenere con le due orecchiette verso il basso
    4. Inserire in bocca prima una e poi l’altra delle due estremità laterali dell’anello
    5. Adattare la parte esterna dell’ apribocca fino a quando diventa confortevole


    Come registrare il video

    1. Scegliere anzitutto un luogo ben illuminato
    2. Mantenere i denti in contatto stretto (prova a deglutire la saliva)Posizionare videocamera del cellulare in modalità selfie se fai da solo
    3. Filmare la parte dei denti anteriori
    4. Con un cucchiaino da caffè o con un dito sposta indietro la guancia prima da un lato e poi dall’altro per mostrare la chiusura laterale
    5. Mantenendo l’apribocca inserito, aprire bene la bocca e filmare l’arcata inferiore e poi quella superiore

    In queste operazioni verrai seguito dal nostro operatore, non ti preoccupare.

  • Laser
    Laser a diodo

    Il laser a diodo è un’apparecchiatura utilizzata per la piccola chirurgia gengivale e dei tessuti molli (frenulectomia, gengivoplastica, scappuciamenti dentali…).

    Il laser può essere utilizzato come strumento di taglio, di coagulazione e di distruzione tissutale, ma anche come strumento terapeutico di biostimolazione, decontaminazione o disinfiammazione.

    Il laser risulta un metodo meno invasivo rispetto alle tecniche tradizionali, permettendo una minor distruzione cellulare e un minor sanguinamento per effetto dell’emostasi.

    Il laser ha un forte potere antibatterico favorendo perciò l’effetto sterilizzante ed antiinfiammatorio durante il suo utilizzo.

    L’estrema tollerabilità del trattamento, nelle applicazioni odontoiatriche, permette di evitare l’utilizzo dell’anestesia nella maggior parte degli interventi. Questo assicura un migliore rapporto con il paziente, in particolare con pazienti odontofobici e con bambini.

     

  • Scanner intraorale
    Scanner intraorale

    Utilizziamo lo scanner digitale per la presa delle impronte delle arcate dentarie.

    Lo scanner intraorale permette all’odontoiatra di rilevare un’impronta ottica, attraverso l’utilizzo di una fonte luminosa, e di ottenere modelli 3D del paziente senza dover impiegare cucchiai, paste (alginato, gesso, silicone o polietere) e cere di masticazione, normalmente usati nella tradizionale rilevazione fisica dell’impronta. L’impronta tradizionale è certamente poco gradita ai pazienti, per i quali rappresenta un momento di disagio.

    Lo scanner intraorale opera scansioni in 3D, un processo che, attraverso una serie di complesse operazioni, permette di partire da un oggetto fisico ed ottenere una rappresentazione tridimensionale dello stesso. In sostanza, lo scanner 3D proietta sulla superficie dell’oggetto da analizzare una fonte luminosa (luce strutturata o laser); la deformazione che tale fonte luminosa subisce dall’oggetto viene catturata tramite una o più telecamere e sfruttata per il calcolo delle coordinate tridimensionali attraverso un potente software di elaborazione, in grado di gestire nuvole di punti e generare mesh.

    Nonostante la complessità di questi apparecchi, rilevare un’impronta ottica è piuttosto semplice: è sufficiente introdurre la punta dello scanner all’interno del cavo orale e muoverla progressivamente al di sopra ed intorno ai denti.
    Un ultimo passaggio a denti chiusi permetterà di rilevare la masticazione.